Un lungo silenzio..non vorrei ripetermi ma sembra adattoa descrivere questo blog....
vediamo di rimediare, nell'ultimo mese..che iomi ricordi raffreddori, febbre, fine della sessioni...(un esame in meno del previsto...ma tutto sommato nella norma...), non mi pare ci sia molto da aggiungere su questo....naturalmente intrascurabile, però, il compleanno del Pignolo...con l'inconfondibile torta al pepe...
e arriviamo a Marco Paolini, al Teatro Argentina, con
Il Sergente.

Due ore di monologo, che a tratti si fa dialogo con i suoni o rumori di un altro Marco, che lo accompagna.. a volte il dialogo è con se stesso..
Due ore di spettacolo, Marco Paolini e Mario Rigoni Stern raccontano delle Nazioni in guerra e dei soldati in guerra..
Tra le immagini che vengon fuori, alcune le accosterei alle note del
La Guerra di Piero.
Lui, sergente per caso, accolto e sfamato in casa di russi, a tavola con gli avversari.. uomini che non hanno proprio nessun odio l'uno con l'altro, uomini nelle stesse condizioni, che in orari previsti afrontano la morte geida della primavera russa.
E ci si meraviglia che i giovani, appena arrivati, non sappiano che non si spara così quando si vuole, che non si uccide in ognimomento. Loro, gli uomini del fronte convivono finchè non arriva il momento di combattere.
Un uomo sul palco che ne sembrano 100, unica scenografia, asettica, che sembra un campo di battaglia, una tenda una casa, o una grotta. Un'unico messaggio, l'uguaglianza della condizione, il rispetto tra uomini, la paura del Sergente improvvisato..davvero meritevole.

Che dire poi della notizia del governo..ancora a teatro, questa volta a vedere De Luigi che porta in scena il bar sotto il mare di Benni..tanta omogeneità, e scenografie semplici ma molto suggestive, per tre o quattro racconti divertenti...quasi un salvataggio provvidenziale alla notizia ricavuta via sms, pocoprima di entrare.. "il governo Prodi si è dimesso. Sto entrando in depressione"...sapessi io!!!!!!
Un pomeriggio a inveire contro la spocchia di D'Alema che dice "o i numeri o le dimissioni!"...in nessun luogo della Costituzione c'è scritto che senza l'approvazione di una mozione bisogna rassegnare le dimissioni...eppure per coerenza di spocchia..e per necessità di coesione lo si è dovuto fare..
Un ritorno a Berlusconi equivale a dire "l'ultimo paio di mutande nella valigia...e si parte!!"
"Notte italiana", dice il Manifesto all'indomani delle dimissioni..come dare torto...ma io scelgo il male minore....
Oggi la notizia di Napolitano della riedizione del Governo Prodi..io in pigiama con la tazza di caffè latte in mano e due pantofole giganti..grido "evvai!!"..staremo a vedere....
